...Pur partendo dalla scrupolosa osservazione della realtà, Massimo Mazzieri non trascura i valori dell'immaginazione, la libertà dell'immaginario, la dimensione mitica e trascendente del fisico per approdare ad un realismo visionario.
Perviene così, a rappresentare fantasiose "città del futuro"che riconducono al senso del mistero che è infinito se rapportato a quel poco che scienza e ragione possono dire del mondo e della vita.
Ma non si tratta, come si potrebbe facilmente pensare, di una pittura soltanto di ordine inconscio, affidata all'onirico. Mazzieri sa benissimo che anche la fantasia ha delle regole da rispettare e che è di razionalità estrema rappresentare allo stato puro l'irrazionalità dell'inconscio. Non stupisce allora se i suoi fantomatici castelli e cattedrali, con le loro torri e bastioni, guglie ed ogive si basano su un sicuro impianto architettonico e sembrano scattare in ogni direzione.
Particolare significato acquistano i vascelli che si pongono come paradigmi della società, con le sue ingiustizie e con il senso amaro di ciò che è esperienza quotidiana.
Mazzieri attribuisce molta importanza non solo al colore, con i suoi toni intensi e di misteriosa oscurità, ma anche al disegno che è capace di dare vigore all'intreccio di sconvolgenti scenari che si pongono come groviglio di oscure amarezze.